Roma, 18 lug – “Allo stato attuale, i tavoli di crisi aperti al 30 giugno 2018 sono ben 144 e vedono coinvolti 189.000 lavoratori, sono 189.000 famiglie che vedono la loro serenità economica e il loro futuro a rischio”. Così il ministro del Lavoro e dello Sviluppo economico Luigi Di Maio, nell’informativa urgente alla Camera sui tavoli di crisi aperti presso il Mise. Il ministro concentra la propria informativa sulle delocalizzazioni, “fenomeno sempre più allarmante da un punto di vista quantitativo e qualitativo”. “Sono ben 31 le aziende che in parte o totalmente sono state interessate da processi o decisioni di cessazione della loro attività e conseguente delocalizzazione in altri Paesi comunitari o extra Ue. Il processo di delocalizzazione non può esser considerato marginale e merita grande attenzione” sottolinea Di Maio, aggiungendo che “alcuni, tanti, non mostrano di avere alcun rispetto per il nostro Stato e per il nostro Governo. Stiamo parlando di aziende, in alcuni casi multinazionali, che hanno incassato soldi pubblici per poter andare avanti e ripartire e poi, una volta usati quei soldi, prendono e se ne vanno. Non hanno alcun interesse nel risolvere le crisi o i problemi, non gli interessano i lavoratori o il tessuto sociale in cui operano. Questi non sono imprenditori, questi sono – come li chiamo io – ‘prenditori’ e come sistema Paese non abbiamo alcun interesse nell’attirare questa gente in Italia”. (SEGUE)