Roma, 19 lug – Chi ha ragione fra la Ong Open Arms che accusa la Libia e l’Italia per gli ultimi due morti in mare e Salvini che parla di fake news? “Non abbiamo ancora informazioni risolutive, ma è inaccettabile che un’Ong – ammesso e non concesso che sia mancato il pronto intervento della Guardia costiera libica – incolpi il governo italiano”. Lo afferma il premier Giuseppe Conte in una intervista a Il Fatto. E sulla vicenda di nave Diciotti precisa: “Ero al vertice Nato e lì ho scoperto che i cellulari erano schermati, noi premier eravamo tutti isolati. All’uscita, incontrando i giornalisti, ho chiesto se c’erano novità perché ne sapevano più di me. Ho saputo dell’emergenza, dopodiché ho fatto le mie telefonate e fra queste ho ricevuto quella del capo dello Stato. Che non mi ha affatto detto quel che devo fare, non è nel suo stile: abbiamo convenuto sulla soluzione più giusta, su cui mi ero già attivato”. Rivendica quindi il successo della suddivisione “volontaria” per quote fra 5 Paesi Ue più l’Italia dei migranti dell’ultimo sbarco: “Ieri sera (martedì, ndr) ho scritto la seconda lettera a Juncker e Tusk per chiedere che quel che è avvenuto domenica diventi una prassi, affidata non più alle nostre telefonate ai partner, ma a un gabinetto o comitato di crisi sotto l’egida della Commissione Ue, che poi si faccia mediatrice con i vari governi”. Interrogato sui toni di Salvini poi risponde: “Col ministro Salvini non parliamo di scelte lessicali, ma non mi pare una persona indifferente a certi valori. Parla per noi la nostra politica, finalizzata a ridurre le partenze e dunque i morti in mare, evitando di metterci ogni volta dinanzi a un drammatico dilemma morale. Se poi – come confido avverrà – altri Paesi extraeuropei accetteranno di creare non hotspot, ma `centri di protezione’ per esaminare le richieste di asilo, i veri profughi che avranno diritto di venire in Europa potremo portarli direttamente noi, con corridoi umanitari, stroncando il traffico degli scafisti”. E conferma che al Consiglio d’Europa di fine giugno l’Italia ha vinto all’80%: “Si, perché so com’è andata quella notte. Alle 5 meno un quarto del mattino, si alza un premier e dice: ‘Non accetteremo mai che Giuseppe chieda 10 e ottenga 10’. Rifiutava persino la dichiarazione iniziale per cui chi sbarca in un Paese europeo, cioè soprattutto in Italia, sbarca in Europa. I lavori sono stati sospesi per un quarto d’ora, poi alla ripresa il principio è passato”. E dei Paesi di Visegrad dice: “Sto cercando di convincerli – perciò ho appena invitato il premier ceco a Roma – che nemmeno loro, che non affacciano sul Mediterraneo, sono immuni dal problema”. (red)