Roma, 20 lug – Un’ondata di entusiasmo, tutta targata giffoners, ha travolto Andrea Bocelli, primo ospite della 48esima edizione del Giffoni Film Festival partita ufficialmente oggi. Un esordio, l’ennesimo di una carriera ricca di successi, per il tenore italiano acclamato in tutto il mondo che per la prima volta ha incontrato i giurati del Festival: sono stati proprio i ragazzi a richiederlo a gran voce, indicandolo come l’artista che più di ogni altro sognavano di incontrare. “Devo dire che questo invito un po’ mi ha stupito, ma ne sono felice: oggi sono qui a imparare qualcosa da loro” dice il Maestro, con la modestia che lo contraddistingue. “I talenti che abbiamo sono un dono. Essere umili è normale, il non esserlo invece è un grosso incidente dell’intelligenza” dice ai ragazzi, emozionatissimi nell’incontrarlo: c’è chi scoppia in lacrime di fronte al proprio idolo, come Eleonora dalla provincia di Brescia, c’è il masterclasser chi confessa di avere la sua esibizione a Sanremo 1995 come primo ricordo della propria vita, c’è Francesco da New York che si sente ancor più orgoglioso delle sue origini italiane quando sente la sua voce: “Molti mi dicono che rappresento l’Italia nel mondo, ma io non me la sento di avere questa responsabilità. Io sono solo un cantante di provincia” dice il Maestro, quasi commosso dall’accoglienza dei ragazzi. “La musica, insieme alle arti, sono i veri linguaggi universali. Il canto, ma l’arte tutta, permette di trasmettere quel che le parole non riescono a fare. La musica dilata lo spirito” aggiunge con trasporto ai circa 1000 adolescenti tra i 13 e 18 anni presenti in Sala Truffaut. (SEGUE)