Roma, 24 lug – “La ‘chiusura’ dei porti italiani non è che l’ultimo atto, più visibile ed eclatante dell’approccio europeo sulla questione migratoria: le persone, costi quel che costi, non devono arrivare – conclude Pezzati – L’Italia chiudendo di fatto i porti alle ong e rendendo sempre più difficile il coinvolgimento anche delle navi mercantili nelle operazioni di soccorso, sta spingendo per affidare esclusivamente le operazioni SaR alla Guardia Costiera libica, per intercettare le imbarcazioni con migranti e riportarli indietro. Se da una parte a Bruxelles ci si affretta a garantire che le persone arrivate nel territorio europeo non saranno rimandate in Libia, ipocritamente si permette alla Guardia costiera di riportarli in un paese non sicuro, in quanto il paese non ha ratificato la Convenzione di Ginevra sui diritti umani e per loro come abbiamo visto non esiste alcuna tutela. In più, ad oggi non è governato da una autorità capace di esercitare la propria sovranità sull’intero territorio. Nel frattempo, però le morti in mare aumentano vertiginosamente e giugno, con 564 vite inghiottite nel Mediterraneo, è stato il mese col il più alto numero di vittime nell’ultimo anno. Un trend che tragicamente si sta confermando anche a luglio”. (red)