Roma, 25 lug – Aggiunge Tajani che non è un tabù sforare il tetto del tre per cento, nel rapporto deficit-Prodotto interno lordo, “purché sia finalizzato alla crescita, non per aumentare il debito pubblico e pagare il reddito di cittadinanza. Lo puoi fare per pagare i debiti pregressi della Pubblica amministrazione con imprese e privati. Io l’ho fatto quando ero commissario europeo”. Attenzione però: “Il problema non è se Bruxelles lo approva, ma se non lo approvano i mercati, che ci penalizzano se pensano che non siamo credibili. Tutto il resto sono chiacchiere”. Tajani ha in simpatia il ministro dell’Economia Giovanni Tria, “che sostiene il contrario di quello che dicono gli altri. E forse ha più ragione lui”. La stima verso il resto del governo però non c’è. “Faremo opposizione al decreto Di Maio, ma se saranno reintrodotti i voucher – seri, non una presa in giro – il merito sarà di Forza Italia, che ha costretto la Lega a battersi per questo”. Un’altra cosa da non sottovalutare, dice Tajani, è l’antiparlamentarismo del Movimento 5 Stelle. “Si dice che la democrazia del web può sostituire la democrazia del parlamento. Beppe Grillo vuole estrarre a sorte i parlamentari. Vedo i germi della dittatura, non della democrazia. Sono le stesse cose che capitavano durante il Terrore, dopo la Rivoluzione Francese; sono figlie del consenso della piazza durante le dittature del secolo passato. Ma il consenso popolare è un’altra cosa. Anche in Grecia c’era l’agorà con 3 mila persone, in città però ce n’erano 30 mila. La democrazia rappresentativa è un pilastro che non può essere abbandonato, lo dico da presidente del Parlamento europeo. Le dittature cominciano così”. (UE / Red)