“Abroghiamo la legge Mancino, che in questi anni strani si è trasformata in una sponda normativa usata dai globalisti per ammantare di antifascismo il loro razzismo anti-italiano”. A proporlo è il ministro per la Famiglia, Lorenzo Fontana, che in un post su Facebook si scaglia contro “i burattinai della retorica del pensiero unico”. “Il loro grande inganno è stato svelato”, prosegue Fontana, secondo il quale “i fatti degli ultimi giorni rendono sempre più chiaro come il razzismo sia diventato l’arma ideologica dei globalisti e dei suoi schiavi (alcuni giornalisti e commentatori mainstream, certi partiti) per puntare il dito contro il popolo italiano, accusarlo falsamente di ogni nefandezza, far sentire la maggioranza dei cittadini in colpa per il voto espresso e per l’intollerabile lontananza dalla retorica del pensiero unico”. Il riferimento è all’atleta italiana Daisy Osakue, ferita a un occhio dopo il lancio di un uovo a Moncalieri. Ieri sono stati identificati gli aggressori: si tratta di tre ragazzi italiani, denunciati per lesioni e omissioni di soccorso. La motivazione del gesto sarebbe riconducibile a goliardia.
UN’ARMA IDEOLOGICA – Il razzismo è “una sottile e pericolosa arma ideologica studiata per orientare le opinioni – sottolinea ancora il ministro per la Famiglia -. Tutte le prime pagine dei giornali, montando il caso ad arte, hanno puntato il dito contro la preoccupante ondata di razzismo, per scoprire, in una tragica parodia, che non ce n’era neanche l’ombra. Se c’è quindi un razzismo, oggi, è in primis quello utilizzato dal circuito mainstream contro gli italiani”. La ragione? Secondo Fontana “un popolo che non la pensa tutto alla stessa maniera e che è consapevole e cosciente della propria identità e della propria storia fa paura ai globalisti, perché non è strumentalizzabile”.
INSORGE L’OPPOSIZIONE – “E ora è arrivato il ministro Fontana che propone di abolire la legge Mancino – sottolinea Matteo Orfini, presidente del Pd -. Perché a questo governo fascisti e razzisti evidentemente piacciono. Perché di questo governo razzisti e fascisti evidentemente sono parte”. “Di retorico qui ci sono solo le parole del ministro Fontana, che le spara sempre più grosse per farsi notare – afferma il senatore del Pd Edoardo Patriarca -. La legge Mancino la difenderemo con i denti, perché giustamente punisce qualsiasi forma di odio. L’ideologia permea tutto il ragionamento di Fontana. Basta con chi nega che in Italia stiamo raggiungendo livelli preoccupanti sul fronte dell’intolleranza. Le aggressioni di questi giorni ci dicono che sta crescendo l’odio verso chi è differente dalla maggioranza”. “E’ un governo sempre più nero. Il ministro della Famiglia (sic) Fontana ora propone di abolire la legge Mancino che vieta l’apologia di fascismo. La cosa grave è che non si tratta di un colpo di sole di un ministro un po’ strambo”, replica su Twitter il capogruppo del Pd a Palazzo Madama Andrea Marcucci. “Alla fine, gratta gratta, nei ministri di questo governo non emerge solo l’oscurantismo dei propri pregiudizi, ma anche la cultura fascista che li contraddistingue – afferma il segretario nazionale di Sinistra Italiana, Nicola Fratoianni di Liberi e Uguali – Il ministro Fontana, almeno non è ipocrita: riconosce con le proprie parole strampalate contro le norme della Legge Mancino di essere un razzista e un fascista. Tutto qui”. Da Roberto Speranza, coordinatore nazionale di Mdp, deputato di Liberi e Uguali, arriva la richiesta di dimissioni: “Inaccettabili le parole del ministro Fontana sull’abolizione della legge Mancino. L’Italia è una repubblica democratica antifascista e antirazzista. Chi non lo ricorda non è degno di fare il Ministro. #Fontanadimettiti”, scrive su Twitter. (Red – 3 ago)
