Siena, 7 ago – Usando tecniche di peptidomica e transcrittomica che permettono analisi su grandi gruppi di dati, i ricercatori sono riusciti a individuare la quasi totalità delle tipologie di peptidi che possono presentarsi, verificando anche che questi peptidi risultano particolarmente abbondanti in presenza di stati infiammatori, come il diabete 1. Le analisi dei linfociti in circolazione nel sangue hanno mostrato che in tutti gli individui, sia sani che sia diabetici, questi linfociti sono in grado di riconoscere i peptidi identificati. Al contrario, solo nei pazienti diabetici questo riconoscimento ha luogo nel pancreas. Spiega il professor Dotta: “Questi risultati sono importanti per diverse ragioni. Innanzitutto abbiamo chiarito che la cellula beta ha un ruolo nella sua stessa distruzione, rendendosi “più visibile” al sistema immunitario. E questo spiega come mai questi linfociti citotossici sono più numerosi nel pancreas dei diabetici che in quello dei soggetti sani: cosa che invece non avviene nel sangue, dal momento che i linfociti non entrano in contatto con le cellule beta. La conseguenza più importante che emerge è che tutte queste nuove conoscenze aprono la strada allo sviluppo di vaccini per la prevenzione e il trattamento del diabete 1. Vaccini che, al contrario di quelli tradizionali, agiranno con l’obiettivo di neutralizzare invece che indurre la risposta immunitaria”.(BIG ITALY / red)