Roma, 7 ago – In 16 anni hanno lasciato il Sud 1 milione e 883mila residenti, la metà giovani.
“Tra il 2006 e il 2016, sono stati più di 54 mila i giovani che hanno deciso di cercare fortuna fuori regione. Perché si parte? Si parte perché manca un’adeguata offerta lavorativa. Una chiave per contrastare la fuga dei cervelli è anche la formazione. Lo squilibrio è evidente: dietro i 200mila laureati che hanno abbandonato il Mezzogiorno negli ultimi dieci-quindici anni, secondo quanto documentato dalla Svimez nell’ultimo Rapporto, c’è il vuoto, non ci sono cioè altrettanti cervelli in grado di riempire gli spazi e di garantire al rapporto formazione-impresa-lavoro opportunità competitive”.
Che consiglio sente di dare oggi a un giovane che emigra?
“Ho vissuto all’estero più di metà della mia vita. Sono un cittadino glocal: poco global, tanto local. Sono attaccato alle mie origini. All’estero, lo stile di vita italiano è preso a modello: la maggior parte degli stranieri pensa che lavoriamo poco, abbiamo ottimo cibo e bellissime spiagge. Ci invidiano. Questo però è il classico stereotipo. Non basta la bellezza per essere attraenti. Così a chi emigra consiglio sempre di essere se stesso e di coltivare i propri sogni portandosi dentro però la bellezza italiana. Io l’ho fatto, con determinazione. E oggi sono felice della mia vita, anche se l’ho passata lontano dalla Calabria e dalla mia amata Italia che ora però ho l’onore di rappresentare alla Camera come Deputato”. (Red)
