Roma, 7 ago – “Noi che siamo stati a milioni ‘stranieri’ in altri Paesi e che sappiamo quanto l’accoglienza e l’integrazione abbiano contribuito allo sviluppo degli altri popoli, non possiamo tacere. Chiediamo, anzi, che in questo confuso e delicato passaggio della vita NOSTRA democratica l’umanità e la legalità tornino ad essere i riferimenti insostituibili dell’azione pubblica e del confronto politico” concludono Garavini, Giacobbe, Carè, La Marca, Schirò e Ungaro. (PO / red)
