“Noi siamo dalla parte di chi vuole fare impresa in un modo nuovo e contro quelli che io chiamo ‘prenditori’. Vogliamo che le imprese crescano e si sviluppino. Questo è possibile farlo se le persone hanno soldi in tasca e la serenità per progettare un futuro facendo aumentare i consumi. Il precariato devasta la persona, devasta le famiglie e anche le imprese perché il mercato interno ne risente”. Lo afferma il ministro del Lavoro e dello Sviluppo economico Luigi Di Maio parlando del decreto dignità in una intervista ad Avvenire. E aggiunge: “Abbiamo messo un freno al precariato, impedendo il rinnovo ‘selvaggio’ del contratto a tempo determinato, perché siamo convinti che dopo 24 mesi di contratto un imprenditore serio che vuole far crescere la sua azienda deve puntare sulla forza lavoro che ha testato e, se valida, assumerla a tempo indeterminato. Finalmente siamo in media con i Paesi europei: in alcuni Stati il limite è di 18 mesi. È un primo modo per incentivare l’utilizzo del contratto a tempo indeterminato che vogliamo far tornare di moda A questo proposito, sul costo del lavoro siamo già intervenuti con 300 milioni di euro per le assunzioni a tempo indeterminato degli under 35. Stiamo già lavorando con i nostri tecnici per abbassare il costo del lavoro in modo strutturale. È una sfida che vogliamo vincere, che farà ripartire il Paese”. E replica alle opposizioni secondo cui la legge farà aumentare lavoro nero e disoccupazione, specie tra i giovani: “Questa misura invece avrà benefici proprio per i nostri giovani: garantendo loro più stabilità, avranno una serenità maggiore per formare una famiglia. In tutte le misure che portiamo avanti tengo sempre ben presente il problema della crisi demografica, che è una vera e propria disgrazia per l’Italia Ci tengo a sottolineare che ci sono tutte le modalità per prorogare i contratti a tempo determinato. Se dovesse emergere una situazione non chiara, relativa al periodo di conversione del decreto, siamo pronti ad intervenire”. Il test per l’esecutivo gialloverde “a livello politico io lo faccio nelle piazze. Anche se siamo al governo continuiamo ad incontrare i cittadini, spostandoci di città in città. L’accoglienza è commovente. Le persone ci stanno sostenendo perché vedono finalmente che c’è una forza politica che fa i loro interessi e che rispetta quanto promesso in campagna elettorale. Inoltre, stando ai sondaggi, segnalo che questo governo ha un consenso attorno al 70 per cento. La manovra sarà l’occasione per concretizzare il contratto di governo nelle sue parti economiche”. Lo afferma il ministro del Lavoro e dello Sviluppo economico Luigi Di Maio in una intervista ad Avvenire. E aggiunge: “Questo è un governo che ha sottoscritto un contratto che garantisce i cittadini e le forre politiche che lo sostengono. Il dibattito è vivo ma è sempre corretto e riguarda temi che non sono nel contratto. Abbiamo obiettivi prefissati e che vogliamo portare a termine. Il governo è solido e sta cambiando in meglio il Paese. E siamo solo all’inizio”. Quindi ribadisce: “Questo governo intende onorare le promesse fatte in campagna elettorale. Il reddito di cittadinanza è una vera e propria manovra economica, non certo una misura assistenzialista, che passerà per la riforma dei centri per l’impiego. Peraltro, forme di reddito di cittadinanza sono attive in tutta Europa tranne che qui da noi e in Grecia. Ho già avuto modo di confrontarmi a livello europeo con il ministro del Lavoro tedesco, dobbiamo ambire a un sistema di centri efficiente come quello teutonico. I cittadini che si recano al centro per l’impiego non dovranno essere trattati come numeri, al contempo un reddito per le persone che si dimostrano attive nella ricerca del lavoro potrà dare serenità e contribuire al rilancio dell’economia. Con la flat tax, invece, si segue quel percorso di semplificazione che abbiamo voluto cominciare con il decreto dignità, eliminando spesometro, redditometro e split payment. Strumenti che erano un processo alle intenzioni più che sistemi di tassazione equa”. (8 ago – red)