Roma, 8 ago – Un percorso progressivo, deciso ma senza strappi, che si sviluppa senza superare le colonne d’Ercole della discesa del debito pubblico e del “non peggioramento” del deficit strutturale. Senza rinunciare a ipotesi di interventi profondi come la riduzione delle aliquote dell’Irpef e del loro livello, finanziata da un maxi-taglio agli sconti fiscali (bonus Renzi compreso) e della spesa pubblica con l’eccezione di sanità, scuola e ricerca. Il ministro dell’Economia Giovanni Tria in una intervista al Sole 24 Ore traccia le linee del suo dicastero. E precisa: “A spaventare mercati e investitori non è il programma di governo, ma l’incertezza sulle prospettive, e traccheggiare aumenta le incognite, certo non le riduce. Su riforma fiscale e reddito di cittadinanza bisogna partire davvero, e tracciare un calendario che indichi in modo nitido le misure da attuare nel 2019 e i progressi da compiere negli anni successivi”. E aggiunge sulle pensioni: “Stiamo studiando anche gli interventi previdenziali, con il vincolo che non incidano in modo troppo pesante sulla curva della spesa a medio e lungo termine”. (SEGUE)