Roma, 8 ago – Il grave stato fessurativo e le precarie condizioni di stabilità dello strato pittorico e della muratura, accertate solo una volta ripristinate le condizioni di sicurezza dell’area, hanno reso necessario procedere con lo stacco a massello dell’intera struttura muraria. Questa opzione, seppur particolarmente complessa per la tipologia e le condizioni statiche della muratura, è stata considerata la più confacente a garantire la migliore conservazione e successiva valorizzazione dell’opera permettendo di conservare la struttura architettonica in cui è nata e l’insieme delle sue caratteristiche materiche.
La tecnica tradizionale dello “stacco a massello” prevede il taglio del muro e la conseguente asportazione, assieme alla pellicola pittorica, dell’intonaco e di una parte della muratura. Nel caso dell’intervento ad Accumoli, essendo la muratura costituita di materiali eterogenei e fortemente disgregati, si è deciso per il recupero dell’intera quinta muraria. A tal fine è stata realizzata una struttura di contenimento con profili di acciaio e assi di legno che ha inglobato la porzione di muratura da recuperare; si è quindi proceduto con il taglio dei collegamenti residui con il resto della muratura e la movimentazione tramite gru per il trasporto al deposito del MiBAC presso Cittaducale. Preliminarmente agli interventi strutturali, si è provveduto a ristabilire la coesione e l’adesione della pellicola pittorica e dello strato di intonaco sottostante. (red)