Non c’è ancora un porto sicuro per la nave Aquarius di Sos Mediterranee, che da due trasporta a bordo 141 migranti soccorsi in mare. Come ha fatto sapere proprio lo staff della nave, Italia e Malta stamattina hanno rifiutato di far sbarcare nei propri territori la nave, ma anche la Spagna ha detto no, dopo che le autorità di Barcellona avevano dato invece il proprio assenso. “Le autorità marittime maltesi e italiane ci hanno informato che non intendono indicare un luogo sicuro all’Aquarius per sbarcare i 141 sopravvissuti – ha spiegato Sos Mediterranee – La nave ha quindi raggiunto una posizione di stand-by in una posizione di equidistanza tra Malta e l’Italia e attende che gli venga assegnato un luogo sicuro”. Il ministro delle Infrastrutture Danilo Toninelli ricorda che l’Ong #Aquarius è stata coordinata dalla Guardia Costiera libica in area di loro responsabilità. La nave è ora in acque maltesi e batte bandiera di Gibilterra. A questo punto il Regno Unito si assuma le sue responsabilità per la salvaguardia dei naufraghi”. E Matteo Salvini, ministro dell’Interno, è ovviamente sulla stessa linea: “Nave Ong Aquarius con altri 141 immigrati a bordo: proprietà tedesca, noleggiata da Ong francese, equipaggio straniero, in acque maltesi, battente bandiera di Gibilterra. Può andare dove vuole, ma non in Italia! Stop ai trafficanti di esseri umani e ai loro complici”. E stavolta neanche la Spagna arriva in soccorso, almeno per il momento: il governo di Pedro Sanchez infatti, scrive El Pais, non sembra disposto a ripetere l’esperienza dell’Aquarius avvenuta settimane fa: fonti ufficiali della Moncloa assicurano infatti che in questo momento “la Spagna non è il porto più sicuro perché non è quello più vicino, secondo quanto stabilisce il diritto internazionale”. La nave Aquarius ha recuperato in mare venerdì scorso 141 migranti.
(Sis)