Palermo, 14 ago – Dopo la maxi-confisca di 400 milioni di euro a carico dell’ex deputato regionale Giuseppe Acanto, nuovo duro colpo inferto alla mafia siciliana dalla DIA di Palermo che oggi ha dato esecuzione ad un ulteriore decreto di confisca di beni nei confronti di Angelo e Giuseppe Ingrassia, entrambi 61enni, palermitani, – tra cui immobili, terreni, quote di partecipazione societaria, automezzi e rapporti finanziari -. per un valore di 150 milioni di euro. Alla confisca si è giunti nell’ambito di indagini sull’infiltrazione mafiose nel mercato ortofrutticolo della città, sia direttamente, che a mezzo di prestanome, tramite l’influenza della famiglia mafiosa dell’Acquasanta, retta dal clan dei Galatolo. Secondo gli inquirenti gli Ingrassia, titolari di vari stand e profondi conoscitori del “metodo di funzionamento” del mercato ortofrutticolo, ne monopolizzavano l’attività attraverso l’utilizzo dei servizi forniti da una cooperativa. Emersi indizi sull’esistenza di una vera e propria “regia occulta” in grado di prestabilire il prezzo dei beni posti in vendita nel mercato, controllare il trasporto su gomma da e per la Sicilia occidentale ed i principali centri di approvvigionamento e gestire le ulteriori attività connesse al commercio interno. La regia riusciva quindi a controllare il trasporto su gomma da e per i mercati ortofrutticoli di Fondi, Aversa, Parete, Trentola Ducenta e Giugliano e da questi verso quelli del Sud Italia, interessando, in particolare, i mercati siciliani di Palermo, Catania, Vittoria (RG), Gela (CL) e Marsala (TP). Tra gli indagati anche Gaetano Rina, fratello del noto boss Salvatore. (red)