Noto, 20 ago – In dialogo con la linea principale tracciata dalla mostra, è inserito il lavoro di Lucio Fontana, sia in direzione retrospettiva, legandolo alle ricerche sullo spazio e il superamento del confine della cornice, inaugurate dai Balla e Depero con il Manifesto Ricostruzione Futurista dell’Universo (1915), sia in direzione dell’attualità nella ricerca sullo spazio e nello spazio degli street artist, anche attraverso il riferimento storiografico all’esperienza sperimentale della plastica murale futurista degli anni Trenta. Il percorso storico che racconta l’evoluzione dell’astrattismo italiano arriva ad oggi con l’arte che va in strada diventando di tutti nel tentativo di una democratizzazione dell’arte: la Street Art. Risposta spray alla produzione capitalistica, una risposta selvaggia che cancella, travolge, tutti i messaggi della rivoluzione di massa. Bypassare i luoghi che vivono il gioco perverso dell’economia e della finanza, come i musei e le gallerie, è la regola di questi artisti per creare un filo diretto tra “creazione artistica” e “fruizione” senza compromessi. (Red)