Roma, 21 ago – Con M5S “ci sono approcci diversi ma entrambi riteniamo che questa tragedia sia un esempio per tutti. Farà precedente per tutti i gestori della cosa pubblica. E per evitare casi simili rivedremo tutto il sistema delle concessioni”. Lo afferma il sottosegretario leghista ai Trasporti, Edoardo Rixi, genovese, in una intervista al Quotidiano Nazionale, nella quale precisa che “nazionalizzare le autostrade “dopo quello che è successo non è più un tabù. Certo non bisogna prendere decisioni d’impulso, bisogna valutare costi e benefici e soprattutto non possiamo rischiare di impelagarci in una battaglia processuale con Autostrade che duri decenni. Sarebbe un grave danno al Paese. Io credo che ora le priorità siano la ricostruzione, la manutenzione della rete e i risarcimenti. Con calma valuteremo la possibilità di nazionalizzazione della rete”. Ragionamento che vale anche per la revoca della concessione: “La cosa peggiore per il Paese sarebbe cadere in uno stallo che creerebbe danni incalcolabili. E nel frattempo Genova e l’Italia intera resterebbero senza ponte, le famiglie delle vittime senza risarcimenti, gli sfollati senza casa. Autostrade onori le sue responsabilità, poi penseremo a revoca e nazionalizzazione”. E conclude: “Se si bloccano le nuove opere tra dieci anni avremo tanti ponti Morandi, che è il risultato di aver bloccato la Gronda di Genova e perso 20 anni. Ci saranno sempre più camion e, sempre meno trasporto su rotaia. E’ fondamentale guardare al futuro e serve un piano ambizioso di grandi opere”. (red)