Roma, 22 ago – L’ambra è una sostanza rara e preziosa, ma a volte un tesoro ancora più grande è conservato all’interno di questi frammenti pietrificati di resina d’albero: resti di un mondo perduto da lungo tempo. E’ proprio nella burmite, l’ambra naturale proveniente dall’area settentrionale del Myanmar (ex Birmania), che il team di ricerca guidato da Pierfilippo Cerretti della Università La Sapienza di Roma e Davide Badano dell’Università di Genova, ha ritrovato larve fossili di formicaleoni estinti. L’eccezionale scoperta di questa diversità di larve, ha permesso ai ricercatori di svelare l’antica storia di questi insetti, ricostruendo l’evoluzione delle loro bizzarre morfologie e delle loro sofisticate strategie di caccia. I risultati dello studio sono pubblicati sulla rivista Nature Communications. L’ambra del Myanmar, è una straordinaria finestra su mondi lontani, che mostra frammenti di un variegato e complesso ecosistema popolato da straordinari organismi. “Si tratta di una delle ambre più vecchie e dure, risalenti al periodo del Cretaceo medio, ovvero circa 100 milioni di anni fa – spiega Cerretti– queste conservano una straordinaria diversità di larve di insetti che per alcuni gruppi supera la diversità morfologica che si osserva nelle specie esistenti”. (SEGUE)