Venezia, 23 ago – “Come la prima volta conclude il percorso di ricerca iniziato con i due lavori precedenti: Nerofuori e Offline – spiega Emanuela Mascherini – In entrambi ho cercato di raccontare solitudini che si sfioravano senza realmente incontrarsi mai. Ho raccontato ‘amori fluidi’ o ‘non amori’ molto contemporanei. In questo cortometraggio ho cercato di lavorare per opposizione, esplorando un rapporto, una qualità di amore dal sapore antico in grado di travalicare il tempo e lo spazio, oltre i limiti della ragione e soprattutto della memoria”. Il tema dell’Alzheimer, del quale è malata Beatrice, si intreccia con l’ossessione di Oscar, suo compagno di una vita, per la conservazione dei ricordi. Mentre un’esistenza arriva al suo tramonto oscurando ogni ricordo e identità, l’altra cerca di tenerla viva e riportarla alla luce anche dopo l’assenza. In un racconto in cui la memoria di breve periodo, riprodotta anche dal mondo digitale, viene derubata sia dalla malattia che dagli eventi resta l’unica certezza che non può essere estorta: il ricordo di chi rimane. (SEGUE)