Roma, 23 ago – La società civile ha reagito bene, ma ora la politica “non si distragga su altri piani” in quanto “L’obiettivo della politica alta è il benessere dei cittadini. Genova si aiuta con la soluzione dei problemi”. Così a Repubblica l’arcivescovo di Genova, Angelo Bagnasco che comunque si definisce ottimista sul futuro della città: “Sono genovese e conosco i genovesi. Li ho visti resistere in altre circostanze, come le alluvioni o il crollo della torre pilota. In questi giorni ho assistito a una grandissima mobilitazione senza polemiche e senza sbavature da parte delle istituzioni, dei volontari, della protezione civile, dei vigili del fuoco, che hanno fatto un lavoro grandissimo. E c’eravamo anche noi come Chiesa. Questa è Genova”. Il presidente della Regione Toti chiede al governo che non si facciano scontri sulla pelle dei liguri. È d’accordo? “Ma certamente. Qui c’è la gente, ci sono i disagi di un’intera città, le difficoltà per il lavoro. Siamo partiti bene nella reazione collettiva; auspico decisamente che la politica non si distragga su altri piani. Quello che importa, l’obiettivo della politica alta, è il benessere della gente. A fronte di queste grandi tragedie serve una soluzione dei problemi. Senza una migliore viabilità, Genova non può ripartire”. “Certo, se ci fosse la Gronda di cui si parla da dieci anni, almeno da un punto di vista della viabilità oggi saremmo in una situazione molto meno disagiata. I grandi lavori pubblici per una città e una nazione sono decisioni che spettano alla politica e a chi amministra, ma chiedono la collaborazione di tutti perché è evidente che le grandi opere comportano qualche disagio”.
(red)