In una intervista a La Verità il ministro delle Infrastrutture Danilo Toninelli replica a chi lo ha criticato per il selfie in spiaggia: “Sono quelli che hanno consentito a certa gente di farsi lussuosissimi yacht mentre lo Stato perdeva soldi e i cittadini venivano messi in pericolo. Hanno creato e blindato questo sistema. Vedo solo ipocrisia al limite del criminale”. E sostiene che rifarebbe quello scatto “cento volte. Tutti sanno che sto lavorando senza sosta ai dossier che interessano il mio ministero”. Secondo il ministro i concessionari “hanno amici e agganci potenti ovunque. Ma il governo del cambiamento ha i cittadini dalla propria parte, come si è visto anche ai funerali di Genova. Dobbiamo smontare il sistema”. Poi precisa che con la Lega “non c’è divergenza sulla procedura di caducazione che riguarda la convenzione con Autostrade. Nel frattempo troveremo lo strumento migliore per garantire una gestione efficiente delle infrastrutture che appartengono allo Stato e dunque a tutti i cittadini”. Poi replica a Raffaele Cantone, presidente dell’Anticorruzione, il quale sostiene che “l’autorità pubblica non può disinteressarsi dei controlli”: “Lo Stato ha prima abdicato al suo ruolo di gestore e poi a quello di efficace controllore. Questa è la peggiore eredità dei precedenti governi. Ecco perché bisogna ribaltare i rapporti di forza con i privati”. E assicura inoltre che “molto presto” decadrà la segretezza di alcune clausole della concessione. Toninelli commenta l’annuncio dei Benetton di essere pronti a costruire un nuovo viadotto in acciaio, a loro spese, in otto mesi: “Lo prevede la convezione. E comunque si tratta solo di elemosina. Ci vogliono stanziamenti enormemente superiori. Che comunque non saneranno il dolore delle famiglie delle vittime, dei feriti e degli sfollati. Senza contare l’allarme sociale che hanno provocato. Comunque simili iniziative sono svincolate e non influiscono sulla procedura di caducazione”. Inoltre sostiene che sulle strade “esistono molte situazioni di rischio di diversa gradazione. Ecco perché abbiamo subito promosso uno screening sistematico chiamando in causa concessionari ed enti locali”. (23 ago – red)