Roma, 24 ago – “Servirebbe un Consiglio dei ministri da tenere in tempi brevi, anche ai primi di settembre, che fissi alcuni paletti fondamentali su cui imperniare il ritorno della fiducia verso il nostro Paese”. Lo afferma Lorenzo Bini Smaghi, economista di scuola Bankitalia, già membro del board Bce e oggi presidente della banca francese SocGen, in una intervista a Repubblica. “L’ideale – aggiunge – sarebbe una sorta di pre-approvazione del primo comma dell’articolo 1 della Legge di Bilancio, con il dato dell’indebitamento della pubblica amministrazione per il 2019. Si anticipi insomma a quanto si vuole fissare il rapporto deficit/Pil e di conseguenza il debito”. Una misura necessaria anche alla luce della fuga degli investitori esteri: “Per questo sarebbe importante quanto proponevo. Per scardinare un meccanismo diabolico: gli investitori, le agenzie di rating, i mercati, si stanno focalizzando sempre più sulla data di metà ottobre, quando verrà presentata la Legge di Bilancio. Ma il concentrarsi delle aspettative su questa specie di D-Day per il nostro Paese crea tensioni, nervosismo, incertezze. E sempre più operatori, a partire dagli stranieri, finiscono con l’abbandonare l’Italia. Se non si dà un segnale forte per interrompere quest’ossessione del 15 ottobre, la fuga dei capitali che già conosce un’accelerazione pericolosa, si accentuerà, lo spread s’impennerà e alla fine a farne le spese saremo tutti, imprese e cittadini”. (SEGUE)