Intervistato dal Messaggero durante il volo di ritorno dall’Irlanda, Papa Bergoglio si sofferma sui retroscena della soluzione individuata dalla Cei e dal Governo sulla sorte dei 150 eritrei a bordo fino a ieri l’altro della nave Diciotti. “Le soluzioni si trovano – dice il Pointefice –. Bisogna dialogare, comunque per la Diciotti io non ci ho messo lo zampino. Il lavoro con il ministro dell’Interno si deve a padre Aldo Bonaiuti che segue l’opera di don Benzi, un’opera meritoria che da tempo salva dalla strada le prostitute. Poi è stata anche la Cei con il cardinale Bassetti il quale era qui a Dublino con me e al telefono guidava tutto. E, infine, c’è stato don Ivan Maffeis che negoziava con il ministro. So che anche l’Albania, l’Irlanda e il Montenegro hanno accettato di accogliere i migranti”. Sa per caso dove andranno quelli affidati alla Cei? “Andranno a Rocca di Papa, nella sede di Mondo Migliore. Il numero è di oltre 100. So che inizieranno subito ad essere integrati, a cominciare dall’apprendimento della lingua italiana. L’integrazione è una condizione fondamentale, accanto a questo aspetto i paesi devono accogliere con prudenza. Tempo fa ho visto un filmato clandestino che mostrava cosa succede a coloro che vengono rimandati indietro dai trafficanti. Un filmato doloroso. Le torture più sofisticate. Il filmato l’ho inviato ai miei due sottosegretari alle migrazioni. Ecco perché a rimandarli indietro bisogna pensarci bene, bene, bene. Ci sono migranti che arrivano di propria volontà, ma altri vengono ingannati e schiavizzati”. “Quello di accogliere i migranti è nella Bibbia. Dio comanda questo. Occorre una accoglienza ragionevole e questo compito lo deve individuare l’Europa. Mi ha fatto riflettere molto l’attentato in Belgio, qualche tempo fa. Era stato fatto da ragazzi stranieri ma di seconda generazione. Il punto è che non erano stati integrati ma ghettizzati”. (27 AGO – red)