Roma, 27 ago – È passato un anno da quando le violenze in Myanmar hanno portato oltre 706.000 rifugiati Rohingya a fuggire e a cercare protezione in Bangladesh. Ancora oggi la crisi umanitaria è gravissima e non c’è in vista una soluzione condivisa. “Un anno dopo, le donne e le ragazze Rohingya continuano a sopportare il peso enorme provocato dalla crisi innescata dalla fuga dal Myanmar. Stiamo lavorando sostenendo le donne che portano le cicatrici fisiche e mentali di quello che hanno vissuto – scioccanti violenze sessuali, gravidanze derivanti dagli stupri, e il doloroso e pericoloso viaggio verso il Bangladesh. Oggi, tra la povertà estrema e la disperazione, le donne e le ragazze nei campi affrontano la violenza dei partner, il matrimonio forzato e la minaccia della violenza sessuale. Ora più che mai, la comunità internazionale deve ascoltare queste donne, che rivendicano i loro diritti e invocano una giusta soluzione alla crisi in cui vivono” dichiara il direttore nazionale di ActionAid in Bangladesh, Farah Kabir.
(SEGUE)