Roma, 28 ago – Fino al 7 ottobre, la Fondazione Pescheria – Centro Arti Visive di Pesaro presenta la mostra “Neolithic Sunshine”, prima personale dell’artista romano Matteo Nasini in un’istituzione museale italiana, interamente concepita per questa occasione. La mostra comprende numerose opere scultoree e installazioni sonore, caratterizzate da alcuni aspetti ricorrenti nella poetica dell’artista: il suono e le sue origini. Come suggerisce il titolo, l’esposizione propone un salto all’indietro di oltre trentamila anni, epoca a cui risalgono i primi ritrovamenti di parti animali impiegate come strumenti musicali. L’artista ha individuato e selezionato, dalle collezioni di alcuni importanti musei di storia naturale, reperti di fossili animali riconducibili alle prime forme di strumenti acustici: zanne, corna, ossa sono state scansionate e riprodotte in ceramica con una stampante 3D, per essere trasformate in sculture sonore. Oltre alle qualità formali, questi strumenti rudimentali, che rimandano a un immaginario arcaico e ancestrale, mantengono la loro funzione intrinseca nel potenziale sonoro. L’installazione, realizzata nella Chiesa del Suffragio, è un sound piece composto dall’artista ed eseguito da un ensemble di musicisti utilizzando le riproduzioni degli strumenti preistorici. Il brano prende ispirazione dalle più antiche pratiche musicali conosciute – dai riti stagionali e di fertilità, all’idea di suono creatore del mondo, fino alla sua trasformazione in parola – per elaborarle in una composizione polifonica dal carattere narrativo ed evocativo. Il brano viene diffuso nello spazio tramite un sistema audio disposto in forma circolare, seguendo l’andamento dell’edificio: da ogni cassa risuona un singolo strumento richiamando l’assetto formale del rito e ponendo l’ascoltatore al centro dell’installazione musicale. (red)