Roma, 30 ago – In un’intervista a La Stampa, il sacerdote della comunità Giovanni XXIII fondata da don Oreste Benzi e direttore del quotidiano online “In Terris”, don Aldo Buonaiuto, racconta i retroscena dell’evoluzione della vicenda Diciotti nella quale si è ritrovato a fare da mediatore tra governo e Chiesa. “Sabato mattina ho ricevuto una telefonata dal ministro dell’Interno – racconta il religioso –. Con Matteo Salvini ci conosciamo da tempo. Da 50 anni alla comunità Giovanni XIII siamo trasversalmente in contatto con istituzioni e mondo politico. Ci ha insegnato così il nostro fondatore, don Benzi. Interagiamo con tutti senza preclusioni, anche con le ‘stanze dei bottoni’ dove si possono dare risposte a chi non può aspettare”. Cosa le ha detto Salvini? “Ha subito rivolto la richiesta del governo, chiedendo se fosse ipotizzabile che la Chiesa si prendesse in carico i migranti della Diciotti. Specificò che aspettava la risposta di Irlanda e Albania. Tutti gli altri Paesi Ue avevano detto no all’Italia”. Con chi ha verificato la disponibilità della Chiesa? “Ho chiamato il cardinale Gualtiero Bassetti, presidente della Cei. Era in Irlanda con il Papa e mi è sembrato felicemente sorpreso. Ha chiesto un’ora per fare alcuni riscontri ma si sentiva che era favorevole e infatti mi ha poi dato conferma. La Chiesa italiana era pronta ad occuparsi in toto dei passeggeri della Diciotti. Assieme alla disponibilità, Bassetti mi ha detto di far riferimento al sottosegretario della Cei, don Ivan Maffeis per seguire personalmente la trattativa. E qui, una coincidenza ha facilitato tutto”. Quale? “Don Maffeis sabato si trovava nella stessa zona del Trentino dov’era Salvini, così nel pomeriggio si sono potuti incontrare per approfondire le procedure”.
(red)