Roma, 30 ago – Dopo il crollo di Genova, “Bisogna capire cosa è meglio per il Paese. E penso che sia ricostruire rapidamente il nuovo Ponte Morandi, ma allo stesso tempo partire anche con la costruzione della Gronda. L’ipotesi lanciata dal presidente della Regione Liguria, Giovanni Toti, che è anche commissario per l’emergenza e persona competente, è la strada da percorrere. E quindi bisognerebbe fare un’Ati con capofila Fincantieri e la forza imprenditoriale di Autostrada, perché in questo momento è la società che ha il pallino in mano, ma soprattutto è l’impresa in grado di poter fare rapidamente le cose. Il tutto sotto il controllo della Cassa depositi e prestiti. Se si potesse creare questo modello rapidamente, con l’accordo di tutto il governo, si potrebbe partire già fra una settimana. Questo tipo di formazione potrebbe essere utilizzata sia per la ricostruzione del Ponte, sia per la realizzazione della Gronda. Dopo, si vedrà chi ha sbagliato, se revocare o rivedere le concessioni e tutto quello che si vuole. Ma prima l’interesse per il Paese”. Così in un’intervista a Il Tempo l’ex ministro dei Trasporti Pietro Lunardi che ricorda di aver inserito “personalmente” “nel piano delle infrastrutture da realizzare la Gronda. Nel corso del mio quinquennio, sono stati avviati lavori per oltre 60 miliardi di euro. Abbiamo fatto un’operazione straordinaria, mai fatta allora, e dentro questi progetti di ricostruzione, come detto, c’era la Gronda. Se i cantieri fossero partiti rapidamente, senza che nessuno, per varie volontà, avesse creato ostacoli come s’è fatto finora, a quest’ora non saremmo a parlare. . .”. Pensa che le attuali nome sugli appalti siano efficaci per poter avviare la realizzazione di una serie di gradi progetti? “Assolutamente no. Si rischia il blocco totale. La legge Obiettivo è stata snaturata da presidente dell’Anac, Raffaele Cantone e dall’ex ministro, Graziano Delrio. È stato veramente ingiustificato il trattamento che ha subito il provvedimento. Il pagamento al General contractor, previsto dalla stessa norma, era dovuto in quanto controllore degli affidatari. E questo non l’hanno mai capito né Cantone, né Delrio”. (red)