Roma, 31 ago – Per familiarizzare con la nuova tecnologia, in questa fase di transizione, basta verificare le seguenti informazioni presenti sulla confezione dei prodotti: La presenza della dicitura LED; Le informazioni sul wattaggio, che includono sia il “vecchio” wattaggio della lampadina a incandescenza sia il “nuovo” wattaggio della lampadina LED, il che fornisce un’indicazione indiretta del potenziale risparmio energetico; La forma: lampadina classica o faretto direzionale; L’attacco: a vite E27 o E14 oppure speciale (ad esempio G4 o GY6.35); La diffusione della luce: non direzionale (per la lampadina di forma classica) o direzionale (per i faretti); La durata: espressa in ore e anni, considerevolmente più lunga di quella delle alogene; La tonalità di luce: che può variare dal bianco caldo al bianco freddo. Anie Confindustria sottolinea che «Il passaggio da una lampada alogena di media potenza ad un LED ad alta efficienza energetica permetterà di risparmiare circa 115 euro, considerato il ciclo di vita del LED di circa 20 anni, e di recuperare il suo costo entro un anno. I risparmi, poi, aumenteranno ulteriormente dal 2018, con i prezzi dei LED più bassi e una migliore performance dei LED stessi. Quanto ai vantaggi per l’ambiente e la sicurezza energetica, il passaggio a lampadine a basso consumo energetico dal 2018 porterà un risparmio energetico annuale pari al consumo annuo di elettricità del Portogallo (48 TWh di energia elettrica) e consentirà di risparmiare circa 15,2 milioni di tonnellate di emissioni di CO2 entro il 2025, pari alle emissioni generate da circa due milioni di persone all’anno. I rivenditori potranno tuttavia continuare a venderle fino ad esaurimento scorte, le conseguenze saranno quindi avvertite con un certo ritardo e i consumatori avranno il tempo necessario per passare gradualmente alle moderne lampadine LED.
(red)