Roma, 6 set – Nell’anno 774 AD si verificò un aumento repentino della concentrazione atmosferica di radiocarbonio pari a circa 20 volte il tasso normale: un episodio associato anche a un aumento della concentrazione dell’isotopo del Berillio (10BE) rilevato nelle carote di ghiaccio dell’Antartide. Il picco è stato datato analizzando piante di Cryptomeria japonica, un albero giapponese. Un evento simile, di minore intensità, avvenne nel 993 AD. Fino ad oggi non si sapeva con certezza se tali eventi fossero stati globali e la loro datazione era messa in dubbio dall’ipotesi che una grande eruzione vulcanica avesse impedito la formazione degli anelli di accrescimento delle piante in alcune aree geografiche. “L’iniziativa, denominata COSMIC, ha consentito di fugare qualsiasi ipotesi sulla scomparsa degli anelli di accrescimento in conseguenza di eruzioni e di dimostrare la precisione annuale delle 44 serie dendrocronologiche più lunghe del mondo, tra cui quella plurimillenaria realizzata dal Cnr-Ivalsa in Trentino”, spiega Bernabei. “Inoltre, il progetto ha dimostrato come la concentrazione media di radiocarbonio atmosferico sia generalmente più elevata alle latitudini settentrionali. Tale gradiente di diminuzione meridionale, all’interno e tra gli emisferi, era finora sconosciuto e sarà certamente oggetto di future ricerche”. L’individuazione di un modello universale per la datazione di precisione, che prende in considerazione interi continenti ed emisferi, costituisce una risorsa preziosa per la ricerca in campo climatico e ambientale, che interessa diversi settori disciplinari. (BIG ITALY/ SEGUE)