Roma, 10 set – Con uno stile tagliente e diretto e una struttura ricchissima che mescola i generi del reportage giornalistico, della narrativa e della memoria autobiografica, Nona Fernández torna a fare i conti con l’ossessione che ha dominato gran parte della sua opera: l’impatto che la dittatura ha avuto su un’intera generazione che ha vissuto il passaggio dall’infanzia all’età adulta sotto il suo segno oscuro, plasmandone la memoria e i corpi. Nona Fernández ha ricevuto per questo romanzo il Premio Sor Juana Inés de la Cruz 2017, che riconosce l’eccellenza del lavoro letterario di scrittrici in lingua spagnola dell’America Latina. (Red)