Firenze, 12 set – Realizzato per la prima volta uno studio del genoma completo di individui appartenenti alle popolazioni barbariche Longobarde. La ricerca sul DNA degli antichi Longobardi è stata condotta su 63 campioni provenienti da due cimiteri del VI secolo d.C. – a Szólád in Ungheria e a Collegno (Torino) in Italia –, a cura di un team internazionale guidato da ricercatori del Dipartimento di Biologia dell’Università di Firenze, del Max Planck Institute di Jena, dell’Università Stony Brook di New York e dell’Institute for Advanced Study di Princeton (New Jersey). Lo studio – che ha coinvolto in un’ottica interdisciplinare antropologi, genetisti, storici ed archeologi ed è stato pubblicato su Nature Communications, getta nuova luce sulle invasioni barbariche, un momento chiave della storia europea ancora poco conosciuto anche a causa delle molteplici interpretazioni delle fonti scritte, e contribuisce alla ricostruzione storica della vita delle comunità longobarde e della loro interazione con le popolazioni locali. “L’esame delle sepolture – spiega David Caramelli, capo del team fiorentino composto anche dalle ricercatrici Stefania Vai, Martina Lari e Alessandra Modi – suggerisce che entrambe le comunità contenevano un mix di individui con background genetici diversi”. Infatti, individui sepolti insieme a elaborati corredi funebri – spade e scudi per gli uomini, collane di perline e spille per le donne – hanno rivelato un’eredità genetica associata ai moderni europei centro-settentrionali, oltre che il consumo di una dieta alimentare ricca di proteine. Mentre altri individui, con genomi più simili a popolazioni attuali del sud Europa, erano accompagnati nella sepoltura da una minore abbondanza di beni ed erano caratterizzati da un regime alimentare più povero. (BIG ITALY / SEGUE)