Firenze, 12 set – La ricerca sul DNA ha consentito di ricostruire l’elenco completo degli ascendenti delle persone sepolte: ambedue i cimiteri, a più di 1000 km di distanza, erano organizzati attorno a uno/due grandi gruppi di parenti, la maggioranza dei quali individui di sesso maschile, con ricco corredo armato e riconducibili al ceppo centro-settentrionale. “I dati ricavati – commenta Caramelli, docente di Antropologia all’Università di Firenze – sono compatibili con l’ipotesi della migrazione a lunga distanza dei longobardi dalla Pannonia (la moderna Ungheria) all’Italia settentrionale nel VI secolo d.C. e comprovano il mescolamento non solo culturale ma anche genetico dei barbari con le popolazioni italiche, a parziale correzione di una lettura storica dell’insediamento longobardo, che sottolineava un netto distacco fra le popolazioni germaniche e quelle locali”. (BIG ITALY /red)