Roma, 25 set – “Colleghi, forse anche per l’Italia è giunto il momento di creare una commissione permanente o d’inchiesta che supervisioni tutto ciò che emanano le camere affinché nessun provvedimento possa celare un discrimine legato al genere – si legge nel testo del ddl – Perché possa essere più proficuo e organico il lavoro è necessario creare i presupposti della continuità, mentre finora si è operato sull’emergenza, come l’ultimo esempio in ordine di tempo, la Commissione d’inchiesta sul femminicidio”. Compiti della Commissione saranno quelli di verificare l’attuazione delle norme costituzionali e legislative relative al principio dell’uguaglianza di genere; promuovere iniziative volte alla rimozione di ogni ostacolo che impedisce la piena parità tra donne e uomini nella vita sociale, culturale ed economica e nell’accesso alle cariche elettive; svolgere attività di indagine e di monitoraggio sulla presenza femminile nella vita politico-istituzionale e nel mondo del lavoro pubblico e privato del Paese; valutare l’impatto di genere delle leggi approvate e verificare che la legislazione nazionale sia in linea con quanto stabilito dalle norme europee e dagli accordi internazionali in materia di parità e non discriminazione; acquisire informazioni, dati e documenti sui risultati delle attività svolte dalle amministrazioni statali e dagli organismi nazionali che si occupano di questioni attinenti ai diritti della donna e alla parità di genere, nonché per il coordinamento delle iniziative delle regioni e dei comuni, nel rispetto della loro autonomia; acquisire dati, favorire lo scambio di informazioni e promuovere le opportune sinergie con gli organismi e gli istituti per la promozione dei diritti della donna e la parità di genere operanti in Italia e all’estero e con le associazioni, le organizzazioni non governative e tutti gli altri soggetti operanti nell’ambito della tutela e della promozione dei diritti della donna; promuovere ogni possibile forma di prevenzione e di sensibilizzazione sulla condizione femminile, rafforzando le forme di intervento e di controllo esistenti e individuando le misure più adeguate per contrastare il fenomeno della violenza nei confronti delle donne. L’obiettivo – spiega la senatrice Fedeli – è quello di “rendere effettivo il cambiamento e integrare la dimensione di genere in tutte le altre politiche. E’ la prima volta che l’Italia compie un passo del genere per riuscirci. Un’occasione che non possiamo farci sfuggire”. (PO / Roc)