Roma, 25 set – Sul fronte della qualità: “Il consumatore oggi è più consapevole – ha sottolineato il Sottosegretario Pesce – e vuole essere informato ma le attuali regole comunitarie non lo consentono sempre. Senza tralasciare l’importanza delle denominazioni di origine e delle indicazioni geografiche, che rappresentano la punta di diamante del nostro modello agroalimentare, dobbiamo far capire ai cittadini europei che possono contare su un insieme di regole e un sistema di controlli che offrono garanzie superiori a quelli dei principali competitor internazionali. Eppure un modello di questo tipo non è percepito e non può essere comunicato a causa della mancata armonizzazione delle norme sull’indicazione dell’origine delle materie prime. Questo è un nodo fondamentale sul quale, come Italia, insisteremo. Perché – ha concluso il Sottosegretario Pesce – la PAC deve essere davvero un politica al servizio delle imprese agricole ma anche dei consumatori, a cui il mondo agricolo deve saper rivolgersi in modo diverso rispetto al passato. Solo così saprà essere all’altezza delle sfide che abbiamo davanti e delle reali esigenze degli agricoltori e della società”.
(PO / red)