Roma, 1 ott – La mancanza di consapevolezza sulle misure di prevenzione e cura della malattia tra la popolazione aumenta il rischio di ulteriori contagi, come dimostrato dai nuovi casi di Ebola confermati nella zona sanitaria di Tchomia. Per affrontare questi casi, l’UNICEF ha impiegato una squadra sul campo per sostenere la risposta all’Ebola messa in atto dal Governo e adesso ha diverse squadre che stanno lavorando a Mangina, Beni, Butembo e Tchomia. Le testimonianze dei sopravvissuti a Mangina, la zona sanitaria più colpita dall’epidemia in corso, hanno già avuto effetti positivi. Grazie a una maggiore fiducia nei centri per la cura dell’Ebola, una migliore comprensione dell’importanza di una diagnosi tempestiva, al monitoraggio dei casi sospetti e ad una migliore conoscenza delle misure di prevenzione, nell’area si è verificata una sensibile riduzione del tasso di nuovi casi di Ebola confermati. L’UNICEF sta anche iniziando a lavorare con i primi sopravvissuti all’Ebola di Ndindi, quartiere della città di Beni, altro epicentro dell’epidemia. L’UNICEF e i suoi partner continuano a garantire ai sopravvissuti all’Ebola assistenza psicosociale e materiale, oltre al supporto fornito alle famiglie e ai bambini colpiti dalla malattia. (Com / UE / BIG ITALY)