In Libia c’è stata nelle ultime settimane “una serie di sviluppi sia nella sicurezza che di carattere economico. Delle settimane una serie di intensi contatti che teniamo sia Conte che io, con la Libia e con gli attori dello scenario libico, in primo luogo il presidente Serraj e l’inviato dell’Onu. Io mi sono anche recato in Cirenaica a incontrare il maresciallo di campo Haftar. Nel corso dell’Assemblea generale dell’ Onu, abbiamo avuto una serie di ulteriori incontri. I principi su cui ci stiamo attenendo sono: il pieno riconoscimento della necessita di una piena assunzione di responsabilità dell’ownership da parte del popolo e di chi governa; il dialogo con tutti gli interlocutori e in primis con i rappresentanti del governo riconosciuto dalla comunità internazionale; la centralità dell’Onu, dal momento che esiste una missione speciale. Altro principio è la necessità di garantire quanta più coesione possibile nei rapporti tra la comunità internazionale e la Libia; e infine l’importanza del rafforzamento del nostro rapporto bilaterale tra l’Italia e la Libia, sollecitato da più parti. C’è infatti una necessità di maggiore presenza italiana”. Lo ha detto il ministro degli Affari esteri e della Cooperazione Internazionale, Enzo Moavero Milanesi nel corso dell’informativa svolta questo pomeriggio in Senato sugli sviluppi della situazione in Libia. Moavero spiega che “in Libia sul terreno esiste una situazione di fragilità nella sicurezza materiale. Abbiamo visto le recrudescenze degli scontri armati e punte di criticità armate e noi siamo, con l’Onu, impegnatinegli sforzi per una tregua, ma la situazione resta fragile. L’auspicio è che la tregua possa consolidarsi e gli accordi possano essere pienamente funzionali” spiega Moavero, perché “quando ci sono scontri armati ci sono numerosi atti di violenza materiale sulle popolazioni civili che sono la parte a cui dobbiamo prestare più attenzione per garantire il rispetto dei diritti umani”. Il capitolo che riguarda la data delle elezioni rimane quello più scottante: “Sulla data del 10 dicembre ci sono state delle controversie. Per noi non era importante la data le modalità di svolgimento delle elezioni: se anche non fossero il 10 dicembre, importante per noi è mantenere viva la prospettiva delle elezioni perché è li che si pronunceranno i bilici sul loro futuro”. Importante sarà sostenere l’economica libica, “che si regge grandemente sull’estrazione del petrolio: per noi è sempre stato essenziale che le istituzioni centrali della Libia rimanessero istituzioni centrali unite e su questo siamo impegnati. Anche con un pacchetto di riforme che ricomprende in particolare 4 elementi: una tariffa di acquisto della valuta estera corretta; riduzione delle sovvenzioni sul carburante; un contributo alle famiglie bisognose, l’ incremento dei contributi per le spese universitarie”. Infine il ministro sottolinea che “non esiste un rapporto conflittuale con i francesi” e poi assicura che “esiste una volontà americana di sostenere l’impegno dell’Italia per la Libia”. E la Russia? “Sarò a Mosca l’8 ottobre e con il ministro degli Esteri della federazione Russa parlerò della Conferenza sulla Libia in programma il 12 e 13 novembre a Palermo, una conferenza con numerosi protagonisti della comunità internazionale per facilitare il dialogo nel processo di stabilizzazione in Libia. Volendo rimanere nel principio della completa autodeterminazione della Libia che riteniamo fondamentale”. Moavero parla poi dell’ambasciata italiana a Tripoli, “una delle poche aperte e operativa anche se ultimamente per motivi di sicurezza il personale civile è sostenuto da personale militare”. “Il nostro ambasciatore è rientrato in Italia dove si trova attualmente per motivi di scurezza” (Sab)