Sul fronte di Genova il ministro delle Infrastrutture Danilo Toninelli, in una intervista a Il Fatto, assicura che “non siamo affatto in ritardo sui lavori per il ponte di Genova. Le cose vanno fatte bene e noi lavoriamo giorno e notte”, “coloro che ci accusano sono gli stessi che hanno lasciato per anni senza un tetto i terremotati. Abbiamo adoperato il tempo per scrivere un ottimo decreto, che verrà migliorato in Parlamento. Ed è stato un tempo giusto”. In merito alla scelta del commissario alla ricostruzione chiarisce che il nome di Claudio Gemme non è mai stato sul tavolo ufficialmente: “Il governo non ha mai fatto nomi, erano solo indiscrezioni. Quel che conta è che nomineremo il commissario a strettissimo giro: molto prima del termine di dieci giorni fissato nel decreto, scattato venerdì con la pubblicazione in Gazzetta ufficiale”. Interrogato sul nome del sindaco di Genova Bucci quindi replica: “Non commento”. E replica alle critiche del governatore della Liguria Toti, che giudica i 15 milioni per il porto insufficienti: “Toti è un commissario di governo con poteri speciali. Ogni volta che critica l’esecutivo critica se stesso e non adempie al suo mandato. Tenga il giusto livello di responsabilità”, “questo è quanto siamo riusciti ad ottenere dal ministero dell’Economia. Ma il decreto verrà migliorato in Parlamento. E abbiamo già trovato altri fondi nel bilancio del Mit. Abbiamo trovato alcuni milioni che possiamo destinare al decreto. Dovremo confrontarci con il Mef, e confidiamo che al ministero capiscano la necessità di rafforzare il decreto”. Inoltre precisa che la Gronda “non può certo essere collegata al ripristino della viabilità ordinaria a Genova, che al momento è la priorità. Parlarne è pura speculazione. Ma anche su quell’opera c’è un’analisi in atto”. Quindi il tema del Terzo Valico: “Premetto che non ho alcun pregiudizio”, “però attendo l’esito dell’analisi costi benefici per non sprecare soldi pubblici. E ci siamo, visto che l’analisi dovrebbe essere ultimata entro questo ottobre. Detto questo, quella parte sui 790 milioni per il Valico era incompatibile per materia. Poiché non c’è più Renzi al governo ma il M5S, le norme si scrivono bene, altrimenti vengono respinte dal Quirinale”. Quindi precisa: “Non c’è stato alcun licenziamento. Abbiamo parlato con Rfi”. (3 ott – red)
