Roma, 3 ott – A pesare sui consumi – sottolinea ancora Confesercenti – è il peggioramento del clima economico percepito dalle famiglie, con il relativo indice sceso di 6 punti rispetto al settembre di un anno fa. E la situazione di stallo venutasi a creare sulla nota di aggiornamento del DEF, tra rialzo dello spread e tensioni sui mercati, non lascia sperare in un recupero della fiducia nel breve termine.
Per questo serve una manovra adeguata, che punti con decisione al rilancio degli investimenti e dei consumi, usando la leva fiscale per favorire la spesa e a restituire alle famiglie italiane un po’ di ottimismo. Bisogna bloccare non solo l’IVA, ma ogni ipotesi di aumento delle tasse, procedendo ad un intervento che dia finalmente risposta alla caduta dei consumi avvenuta durante la grande recessione, e da cui non ci siamo mai ripresi. Per questo l’ulteriore rallentamento previsto per il 2018 non può che allarmare: senza una ripartenza decisa del mercato interno, il nostro Pil – che per il 60% è fatto proprio di consumi – è condannato ad avere un andamento asfittico. Ancora di più in un contesto di riduzione del valore aggiunto delle esportazioni come quello attuale, condizionato dalle tensioni dello scenario internazionale. (red)