Roma, 3 ott – In Sudafrica ha trovato una “comunità italiana molto ben integrata nel tessuto
economico, ha dato negli anni un enorme contributo alla crescita del Paese”. A parlare è Luigi
Maria Vignali, direttore generale per gli Italiani all’estero e le Politiche migratorie del ministero
degli Affari esteri, rientrato da poco da Johannesburg, dove ha partecipato ai lavori della
Commissione Continentale per i Paesi anglofoni extraeuropei del Consiglio Generale degli Italiani
all’Estero (Cgie). “La collettività italiana – ha detto Vignali in un’intervista a 9Colonne – ha
contribuito a creare un Sudafrica ricco e stabile. Un ruolo che la nostra collettività vuole
continuare a svolgere”. La comunità italiana, ha spiegato Vignali, “ha manifestato delle
preoccupazioni rispetto al rischio di una possibile instabilità o di posizioni estremiste da parte di
alcuni gruppi del Sudafrica. Al tempo stesso, però, ha confermato la volontà di partecipare al
processo di sviluppo del Paese e di continuare il proprio impegno con i tratti della genialità
italica, alimentando commerci, artigianato, imprese, e investendo in settori innovativi di
quell’importante Paese”. In Sudafrica c’è anche una “collettività di prima o seconda generazione
bisognosa di assistenza”: si tratta, prosegue il direttore generale per gli Italiani all’estero e le
Politiche migratorie della Farnesina, di “italiani che sono lì da più tempo, che vogliono poter
restare nel Paese e vogliono poter essere assistiti nella loro terza età. Per far questo il ministero
degli Esteri si impegna a mandare ogni anno contribuiti; altri fondi vengono raccolti in loco dalla
stessa collettività italiana”. Ci sono poi “ulteriori stanziamenti del governo sudafricano. E’
importante che questi contributi rimangano – ha affermato Vignali -. I nostri connazionali sono
infatti preoccupati di una possibile diminuzione del sostegno finanziario ai connazionali”.
“Vigileremo – ha assicurato Vignali – anche interloquendo con il governo sudafricano, affinché il
ruolo e la posizione della nostra collettività continui a essere centrale, un motore che ha
consentito al Sudafrica il livello di sviluppo attuale”. (BIG ITALY / SEGUE)