Torino, 15 ott – A pari merito il Tessile di Biella e il Riso di Vercelli, entrambi con una crescita di export del 3,3%. Lieve incremento per le esportazioni di Rubinetteria e valvolame di Cusio-Valsesia (+1,8%). Sostanziale stabilità si rileva per le esportazioni di Caffè, confetterie e cioccolato torinese (-0,5%). Di poco negativo l’andamento delle esportazioni del distretto della Nocciola e frutta piemontese (-4,3%), dopo un 2017 particolarmente difficile. Export in calo più marcato per i Casalinghi di Omegna (-7,4%), per l’Oreficeria di Valenza (-18,6%) e per le Macchine tessili di Biella (-27,3%). Il distretto orafo di Valenza richiede una trattazione articolata, dal momento che il suo andamento particolarmente negativo in valore (-123 milioni di euro, quasi interamente attribuibili alla Francia), come è stato già detto, ha inficiato il risultato totale dei distretti piemontesi nel secondo trimestre 2018. Il calo di export di Valenza non rappresenta un indebolimento del distretto, bensì un fenomeno di normalizzazione rispetto al balzo di 176 milioni di euro di export verso la Francia verificatosi nel secondo trimestre 2017. L’analisi per mercato di sbocco evidenzia un quadro a luci e ombre. Le esportazioni dei distretti piemontesi sono cresciute dell’1,2% verso i nuovi mercati, mentre hanno segnato un arretramento dell’1,4% verso i mercati tradizionali, principalmente a causa del calo delle esportazioni dell’Oreficeria di Valenza in Francia. Al netto dei rapporti commerciali con la Francia, infatti, la variazione percentuale tendenziale delle esportazioni dei distretti industriali piemontesi nel secondo trimestre 2018 verso i mercati maturi è stata pari a +7,6%. La Svizzera è stato il mercato verso il quale le esportazioni sono cresciute di più (+31 milioni di euro), a seguire Regno Unito (+23 milioni di euro), Germania (+13 milioni di euro), Canada (+10 milioni di euro), Polonia, Belgio, Australia e Russia. (BIG ITALY / Red)