Bruxelles, 17 ott: “Ogni giorno, con impegno e perseveranza, migliaia di aziende agricole italiane ed europee dimostrano che l’attività produttiva si può coniugare con l’inclusione sociale, favorendo l’inserimento lavorativo di persone appartenenti a fasce deboli della società, e ampliando servizi di utilità sociale, come asili nido e centri terapeutici. E’ un modello di sviluppo agricolo sostenibile di cui andiamo orgogliosi, ed è anche per loro che respingiamo la proposta della Commissione europea di tagliare del 25% il finanziamento Ue allo sviluppo rurale post 2020”. Lo ha sottolineato con forza Paolo De Castro, primo vicepresidente della Commissione agricoltura del Parlamento europeo, intervenendo al convegno “Agricoltura sociale e fattorie sociali” ospitato oggi nella sede del Parlamento europeo dagli eurodeputati Pd, De Castro, Gentile e Gualtieri. Per De Castro, l’agricoltura sociale “rientra a pieno titolo nella programmazione della politica di sviluppo rurale, applicando quei principi di crescita intelligente, sostenibile e inclusiva presenti nella Strategia Europa 2000, da cui è nato l’Accordo di Partenariato dell’Italia 2014-2020 che riconosce l’intimo legame tra politiche economiche, sociali e inclusive”. Molte Regioni italiane, come l’Emilia Romagna, hanno fatto propria questo approccio innovativo della multifunzionalità agricola integrandola nei Piani di sviluppo rurale. “Parliamo di lotta alla povertà e alla emarginazione –spiega De Castro- di inclusione attiva nella società e nel mercato del lavoro di disabili, minoranze etniche, immigranti, detenuti o ex, minori con problemi di dipendenza, adolescenti problematici, malati psichici. Le fattorie sociali offrono anche servizi di supporto a famiglie come asili nido, centri estivi, case mamma-bambino, esperienze di turismo sociale”. “Questa attitudine antica dell’agricoltura di solidarietà e mutuo aiuto – ha concluso De Castro – non può essere perduta”. (red / UE)