Roma, 22 ott – Puoi raccontarci su quali progetti stai lavorando attualmente?
“Anzitutto sto continuando un lavoro di ricerca su elementi di cultura musicale popolare che rischiano di essere perduti per sempre in assenza di una loro ripresa e valorizzazione. Poi ho appena finito un documentario per Rai Cinema che dà conto di una serie di concerti fatti in giro per il mondo (Brasile, Portogallo, Francia, Tunisia e Algeria) nei quali mi sono incontrata con artisti residenti in quei paesi. Il fulcro del progetto è quello di raccontare l’integrazione e commistione fra mondi diversi attraverso la musica – un tema assai appropriato per il Premio Tenco di quest’anno, che è appunto dedicato ai migrantes culturali”.
Niente in campo cinematografico? Ti piacerebbe seguire le orme di Monica Vitti e reinterpretare il ruolo della tua omonima nel vecchio film di Gigi Magni?
“In effetti mi piacerebbe moltissimo interpretare la Tosca di Magni in versione teatrale, ma aspetto ancora l’occasione giusta. Quel film era molto avanti per i propri tempi ed è tuttora valido”.
Nelle tue passate esperienze musicali, prevalgono quelle legate a progetti di tipo collettivo, mentre la spazio per una tua carriera da solista sembra rimanere limitato. Ci sai spiegare perché?
“Io vengo da una cultura prevalentemente teatrale e popolare; credo moltissimo nel gioco di squadra, tra l’altro sono una ex pallavolista che a 15/16 anni se ne andava in giro per il mondo a giocare. Ho sempre creduto al valore della squadra e mi piace avere attorno una squadra quando gioco. Anche grandi interpreti solisti come Fiorella Mannoia hanno nei fatti una squadra, uno staff che li aiuta e li sostiene. Ma c’è chi decide di giocare la partita tutta in campo e c’è chi decide di tirare il rigore. Io amo ragionare in termini di gruppo, pur rimanendone il leader”. (MC)
(BIG ITALY)