Roma, 24 ott – Nell’ “immaginario collettivo” l’emergenza appare essere “l’invasione dell’Italia” ma invece è “l’esodo” il vero problema. Don Giovanni De Robertis, direttore generale della Fondazione Migrantes, in un’intervista a 9colonne rilasciata questa mattina a Roma in occasione della presentazione della XVIII edizione del “Rapporto Italiani nel mondo”, parla del fenomeno dell’immigrazione e di quello dell’emigrazione e spiega: “Se oggi c’è un’emergenza, questa non è certo quella rappresentata dall’invasione nel nostro Paese. Oggi le vere problematiche sono legate all’esodo che sta avvenendo dal nostro Paese. Non solo da parte degli italiani ma anche di molti immigrati. Dunque, paradossalmente, sono più le persone che lasciano il suolo italiano che quelle che vi entrano”. Una riflessione poi, su chi emigra oggi: “Oggi sono soprattutto i giovani a lasciare il Paese. Ma un dato sorprendente, che emerge dal Rapporto di quest’anno, è che è in forte crescita anche la fascia di popolazione sopra i 50 anni. Sono, queste, persone che hanno perso la loro occupazione e che, non riuscendo a inserirsi di nuovo nel mondo del lavoro italiano, preferiscono recarsi all’estero. Poi vi sono anche i nonni, i genitori che raggiungono il figlio all’estero e che non si rassegnano a vedere i nipotini soltanto via Skype. Infine, vi sono pensionati che, non disponendo di una pensione molto alta, non riuscendo a vivere in modo dignitoso, si recano in paesi come il Marocco o la Romania: nazioni che offrono migliori possibilità di vita” aggiunge il Direttore generale della Fondazione Migrantes. De Roberti ha evidenziato inoltre il ruolo fondamentale svolto ogni anno dal Rapporto: “La Chiesa è una rete sparsa su tutti i continenti. A questo progetto, hanno collaborato 64 persone, tra esperti e ricercatori in tutto il mondo. La fotografia che il Rapporto ci fornisce è importante perché la mobilità, l’immigrazione cambia: è soggetta a cambiamenti continui e assume caratteristiche diverse. Dunque risulta molto significativo capire come avviene questa nuova mobilità e soprattutto comprendere se questa circolarità che va alimentata, possa avere delle cadute positive anche per il nostro Paese”.(SEGUE)