Roma, 24 ott – Combattuti tra ammirazione verso le scelte dei figli, sindrome del “nido vuoto” e crescente disillusione nei confronti della politica e del futuro del nostro Paese, i genitori dei giovani expat manifestano aspettative eterogenee rispetto al rimpatrio dei figli: la maggioranza dei genitori non augura ai figli di tornare, soprattutto nel breve periodo, rinunciando così all’aspettativa di una prossimità spaziale e di una convivenza diretta che non esclude, tuttavia, momenti di temporaneo ricongiungimento. Si riscontrano due posizioni minoritarie, entrambe convergenti sul tema della riduzione della distanza attraverso la riunificazione familiare: la prima contempla il rimpatrio dei figli, la seconda il trasferimento all’estero dei genitori stessi. Lo si legge nel rapporto Italiani nel mondo 2018 della fondazione Migrantes.