Bruxelles, 25 ott – Oggi il Consiglio europeo ha prorogato fino al 31 ottobre 2019 le misure restrittive dell’UE nei confronti del Burundi. Tali misure consistono nel divieto di viaggio e nel congelamento dei beni nei confronti di quattro persone le cui attività sono state ritenute tali da compromettere la democrazia o ostacolare la ricerca di una soluzione politica alla crisi in Burundi. Le attività in questione comprendono atti di violenza, repressione o incitamento alla violenza e atti che costituiscono gravi violazioni dei diritti umani. Il Consiglio ha ritenuto che l’assenza di progressi nella situazione delle quattro persone oggetto di misure restrittive giustifichi la proroga delle sanzioni. L’UE resta profondamente preoccupata per la situazione dei diritti umani in Burundi, che compromette qualunque iniziativa di riconciliazione, pace e giustizia. Rileva in particolare il persistere di esecuzioni extragiudiziali e arresti arbitrari. Sin dall’inizio della crisi in Burundi, l’UE ha affermato che solo il dialogo volto al consenso, nel rispetto dell’accordo di Arusha del 2000 per la pace e la riconciliazione e della costituzione del Burundi, consentirà di trovare una soluzione politica sostenibile nell’interesse della sicurezza e della democrazia per tutti i burundesi. I nomi delle persone in questione e i motivi del loro inserimento nell’elenco figurano nell’allegato della decisione del 1º ottobre 2015 pubblicata nella Gazzetta ufficiale. Gli atti giuridici odierni sono stati adottati mediante procedura scritta. (red / UE)