Roma, 26 ott – “Confidiamo che il governo, in particolar modo la Lega che ha sempre rappresentato gli interessi dell’industria, possa capire che bisogna puntare sulla crescita e non sull’assistenzialismo. Lo sforamento del deficit, infatti, non è un problema, il problema è investirlo nella crescita e non nell’assistenzialismo”. Così a Il Giornale Maurizio Casasco, presidente di Confapi, la confederazione delle pmi che associa oltre 83mila aziende. Per Casasco, “Da troppo tempo il carico fiscale complessivo sui profitti d’impresa, supera la quota immorale del 65 per cento. Le aziende contribuiscono per il 70% al gettito fiscale che viene speso all’80% a favore di chi non lavora. Noi siamo sensibili ai temi sociali, ma il vero problema è quello”. Dunque è prioritario “abbattere il cuneo fiscale e liberarsi dalla burocrazia per fare crescita attraverso l’industria. Così si possono dare opportunità ai giovani creando posti di lavoro”. Casasco non vede impegno sufficiente contro le scartoffie: “Basta guardare la fatturazione elettronica, una procedura adottata solo in Cile, Argentina e Portogallo”. Inoltre è vitale “Far rispettare il termine dei 60 giorni per i pagamenti non solo alla pa, ma anche tra privati”. (red)