Roma, 5 nov – “Siamo in ginocchio, tutto il resto è conversazione”. Lo afferma il governatore del Veneto, Luca Zaia, in una intervista a La Verità. E aggiunge: “Mai vista una furia di queste proporzioni, paragonabile solo all’alluvione del Piave del 1966. Siamo stati investiti da 2.500 metri cubi d’acqua al secondo, ogni secondo, sulle nostre teste. E da martedì ricomincia a piovere”. Però gli argini stanno tenendo… “Merito dei lavori che abbiamo fatto dopo l’alluvione del 2010, con oltre 10.000 famiglie alluvionate. Allora abbiamo investito 411 milioni di euro in opere di consolidamento che hanno messo in sicurezza i fiumi. E abbiamo aggiornato i sistemi di monitoraggio con modelli matematici e previsionali all’avanguardia”, “quando chiedevo di chiudere le scuole, qualcuno guardava il cielo e diceva: Zaia è un esaltato. Dopo 24 ore 70 centimetri d’acqua in montagna, acquedotti spariti, isolamento telefonico e migliaia di ettari di boschi rasi al suolo. Le Dolomiti, patrimonio dell’umanità, sono praticamente isolate. E dire che eravamo riusciti a prevedere il disastro grazie alla tecnologia e a un genio. Del professor Luigi D’Alpaos, uno dei massimi esperti di idraulica del mondo, che da anni accompagna la Regione nello studio dei flussi di piena. Siamo stati in grado di prevedere l’onda di piena del Piave mercoledi alle 11.30. Poteva andare molto peggio. La scienza ti salva, ma la scienza costa e noi di soldini ne abbiamo pochi”, “noi non preleviamo un euro dalle tasche dei cittadini; ci mancano un miliardo e 179 milioni, ma riusciamo egualmente a garantire un lavoro capillare contro il dissesto idrogeologico. Abbiamo salvato mezzo Veneto dalle esondazioni, ma contro le trombe d’aria c’è poco da fare”. A quanto ammontano i danni? “A non meno di un miliardo. La montagna non può restare senza boschi, senno viene giù tutta. Adesso le nostre sono montagne-prateria, sembra passato un gigante con la motosega”. Segnali da Roma? «Il governo è stato al nostro fianco fin dal primo momento, Matteo Salvini mi ha aiutato a risolvere il problema della chiusura delle scuole. Ho mandato una lettera al premier Conte, ho chiesto di sospendere il pagamento delle rate dei mutui, di tasse, bollette elettriche e del gas, versamenti dei contributi previdenziali. Qui non ci fermiamo a piangere, ma l’emergenza è totale”. (red)