Roma, 9 nov – “Largo al factotum della città”: non di Siviglia, ma di Pesaro. Gioachino Rossini è uno dei primi artisti globali, l’inventore di una lingua universale, di un’estetica che rivoluzionò la sua epoca. Il prossimo 13 novembre saranno trascorsi esattamente 150 anni dalla sua morte, e le celebrazioni organizzate durante tutto il 2018 – che per decreto parlamentare è stato definito l’“Anno Rossiniano” – raggiungeranno il loro culmine. Tanti gli appuntamenti in programma, sempre con la regia dell’Accademia Rossiniana e del Comune di Pesaro, città natale che lo stesso Rossini, nel testamento, designò come sua erede universale. In particolare, i festeggiamenti si concentreranno in tre città simbolo: Pesaro, naturalmente, Parigi, dove l’artista trascorse l’ultima metà della sua vita, e poi Firenze, dove riposano le sue spoglie, nella Basilica di Santa Croce. Sono i vertici di un ideale triangolo che racchiude nascita, vita e morte di Rossini. Un percorso che inizia a Pesaro martedì 13 novembre: alle 18.00, nella Sala Rossa di Piazza del Popolo sarà presentato il francobollo speciale emesso per l’anniversario rossiniano. Ma l’appuntamento principale è la sera, alle 21.00, al Teatro Rossini, con un solenne ed emozionante Stabat Mater diretto da Umberto Benedetti Michelangeli, nipote del celebre pianista Arturo Bendetti Michelangeli. In sala, quattro solisti dell’Accademia Rossiniana, Aleksandra Sennikova, Maria Barakova, Davide Giusti e Nicolò Donini, accompagnati dall’Orchestra e dal Coro del Conservatorio Rossini – diretto da Aldo Cicconofri – e con la collaborazione del Coro dell’Università dell’Arte di Astana, in Kazakhstan. (BIG ITALY / SEGUE)