Roma, 9 nov – Nel 2016 la crescita delle multinazionali estere in Italia emerge, sia nella manifattura sia nei servizi, con un notevole incremento di valore aggiunto sul 2015. I settori manifatturieri maggiormente interessati sono la fabbricazione di altri prodotti della lavorazione di minerali non metalliferi (+20,8% rispetto al 2015), la fabbricazione di prodotti chimici (+9,6%) e la fabbricazione di macchinari ed apparecchiature nca (+6,3%). Nei servizi, gli incrementi maggiori si registrano nel commercio (+8,9%), nei servizi di informazione e comunicazione (+10,1%) e nelle attività professionali, scientifiche e tecniche (+19,1%).
Le multinazionali estere contribuiscono ai principali aggregati economici nazionali dell’industria e dei servizi con il 7,9% degli addetti, il 18,3% del fatturato, il 15,1% del valore aggiunto e il 14,4% degli investimenti (Figura 1). Di particolare rilevanza è, inoltre, l’apporto del capitale estero alla spesa delle imprese per ricerca e sviluppo (25,5%). Le multinazionali estere contribuiscono anche in misura importante agli scambi di merci con l’estero, con quote pari al 27% per le esportazioni e al 46,5% per le importazioni.
(red)