Roma, 9 nov – La storia dei 5 milioni di veneti emigrati nel mondo dall’Unità d’Italia al secondo dopoguerra diventerà materia di approfondimento nelle scuole del Veneto di ogni ordine e grado, inserita nei programmi scolastici e riconosciuta con crediti formativi. E’ quanto prevede il protocollo siglato il 25 settembre scorso a palazzo Balbi tra la Giunta regionale del Veneto, rappresentata da Elena Donazzan e Manuela Lanzarin, rispettivamente assessore alla scuola e ai flussi migratori, l’Ufficio scolastico regionale, rappresentato dalla dirigente Francesca Altinier, e i presidenti del coordinamento e delle associazioni dei veneti nel mondo. Le associazioni dei Veneti nel mondo, Unione dei Triveneti nel mondo, Emigrati ed ex Emigrati in Australia e Americhe (Anei), Bellunesi, Trevisani, Vicentini e Veronesi nel mondo metteranno a disposizione competenze ed esperti per percorsi formativi ed iniziative didattiche rivolte ad insegnanti e studenti che aiuteranno a capire il fenomeno migratorio che ha interessato l’Italia e il Veneto tra Otto e Novecento. Il Veneto è la prima Regione ad aver intrapreso un percorso educativo di questo tipo ma presto potrebbero esserci delle novità. “Introdurre nella scuola primaria e secondaria lo studio dell’emigrazione italiana per consentire alle generazioni più giovani di approfondire, in chiave diversa e innovativa, tanti argomenti correlati e avere così una consapevolezza maggiore di questo tema”. Questo, infatti, è l’obiettivo della proposta di legge del deputato della Lega Germano Racchella, componente della Commissione Cultura Scienza e Istruzione di Montecitorio. “Dalla storia alla geografia, dalla politica ai temi sociali, dall’economia alla letteratura: la mia proposta – spiega Racchella con una nota -, si ispira alle ottime esperienze di approfondimento scolastico già avvenute in Veneto sulla migrazione regionale. Qui, in tutte le scuole di ogni ordine e grado, si studierà la storia dell’emigrazione veneta come previsto dal protocollo di intesa tra Regione Veneto, Ufficio scolastico regionale e le sette associazioni venete per l’emigrazione: a partire dal prossimo anno scolastico ad insegnanti e studenti saranno proposti interventi di approfondimento, incontri con i testimoni e lezioni di storia per comprendere il fenomeno migratorio che ha interessato il Veneto a partire dagli ultimi tre decenni dell’Ottocento fino al secondo Dopoguerra”. L’esponente leghista aggiunge: “Si calcola che gli emigranti veneti e i loro discendenti siano almeno 5 milioni, tanti quanti i residenti nello stesso Veneto. Molti di loro hanno conservato lingua, cultura, tradizioni e un forte legame con la terra d’origine. Promuovere la conoscenza e lo studio del fenomeno migratorio e delle sue ricadute è dunque anche un atto di omaggio al coraggio e all’intraprendenza di chi è partito e un modo per tenere vivi i legami con chi si sente ancora italiano, pur avendo messo radici in altri paesi e altre culture”. (Com)