Roma, 8 nov – Le soluzioni digitali potrebbero giocare un ruolo fondamentale nel supportare la transizione verso nuovi modelli di cura. Ma a fronte di un’innegabile rapidità e immediatezza di comunicazione – aggiunge Paoletta -, le nuove tecnologie informatiche pongono numerose problematiche tra cui quelle connesse al trattamento dei dati personali sensibili. Le criticità riguardano la preoccupazione del medico relativamente al carico di lavoro supplementare non preventivato e non codificato. Se si pensa al numero di pazienti per medico si può capire quale possa essere la mole di lavoro dovuto al solo scambio di messaggi ma, l’altro aspetto, è relativo a come queste interazioni debbano essere considerate, ovvero sono da considerarsi a pieno titolo prestazioni sanitarie che però restano nella buona volontà del singolo medico? Parallelamente, prosegue Paoletta, non va sottovalutata la possibilità di commettere errori in merito alle decisioni cliniche da prendere nei riguardi del paziente che ha inviato il messaggio in un particolare momento della giornata, magari non avendo sottomano la cartella clinica del paziente, e gli eventuali rischi legati ad un mancato rispetto della normativa sulla privacy”, conclude l’endocrinologo. A diramare qualsiasi dubbio l’avvocato Maria Giovanna Savio che avverte: “Nel rapporto con i pazienti, l’uso di strumenti informatici (come WhatsApp, sms, mail, ecc.) non muta il contenuto della prestazione professionale e le responsabilità da essa derivanti, poiché il documento informatico ha pieno valore di legge. Questo, evidentemente, comporta la necessità di una riflessione sulla nuova dimensione della prestazione medica anche da parte delle Istituzioni sanitarie”. Sono temi che rappresentano il futuro della professione medica intesa non più solo come rapporto medico-paziente faccia a faccia in ambulatorio ma anche attraverso i nuovi mezzi informatici là dove la visita medica e l’obiettività clinica non siano strettamente necessarie e che, se utilizzati nel modo corretto ed appropriato, potrebbero certamente migliorare la qualità del servizio e ridurre i tempi di attesa. L’altro tema, legato all’impiego delle nuove tecnologie è quello della sicurezza. (SEGUE)